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GENNARO AQUILANO

L'ALA DEL NIBBIO
romanzo

 

F.to 14x21, pp. 176, Euro 15,00
(Ed. 05/2005) Cod. ISBN 88-8185-769-3

La foto di copertina è di Photographie - Lesina

 

IL TESTO E L'AUTORE

Ai piedi del Gargano, nello scenario suggestivo della Laguna di Lesina – esordio del Parco Nazionale omonimo – col suo istmo che la separa dal mare ed il mondo neorealista dei pescatori degli anni ’60, due adolescenti, fra acque cielo e poesia… un fiume incredibilmente bello di poesia, vivono una fra le più emozionanti vicende d’amore mai narrate, cesellata con delicatezza e sensibilità rare e che cattura con un’ansia divorante di scoprire il finale… una perla preziosa… da anni non leggevo un romanzo così bello e coinvolgente.
                                                                                                             
Anna Lucia Di Nauta

 

…il grido di Nìgghje cattura prepotentemente il cuore, fa innamorare di sé, trascina lontano, lontano in un abbraccio caldo di desideri ritrovati; è lì, a pagina 72, la cosiddetta "frase topica", rivelatrice del tutto, tesa verso quel sogno di libertà, quel sogno di vita, quella voglia di cielo e di tenerezza che nessuna storia umana, nemmeno la più cruenta, potrà mai indebolire.

Pertanto, prende forma e sostanza la ribellione verso ogni oppressione e sopruso, prende forma il riscatto di civiltà e popoli violati, prende forma la difesa da quell’anima destruens che, malamente, si cela negli apparati del vagheggiato post-moderno.
…I luoghi e le cose, ancor più degli uomini e della loro scienza, posseggono e conservano i segreti e le verità della Storia e delle storie, proprio come Pantà-n, i Prè-t Nì-r, u Sànn-r.

Questo dialogo, a volte sommesso, a volte gridato, tra l’uomo, la sua terra e la Laguna, affascina e commuove, mentre rimanda a quelle raffinate tessiture narrative della tradizione letteraria più pregiata.
  …Un’opera bellissima… in me rigenera il pensiero che torna a stagliare, tra le distese del Tavoliere Pugliese un susseguirsi ora veloce, ora più lento, di immagini e di volti…
                                                                                  

                                                                                                         Vilma Maria De Sanctis

  

Chieti, 29 dicembre ‘04

Egr. Sig. Aquilano,

ho letto il suo romanzo e le dico subito che l’ho trovato molto interessante, anzi – per alcuni aspetti – persino originale. Mi è piaciuto, infatti, e soprattutto, quella suggestiva tessitura di lingua e dialetto: una tessitura mai gratuita né superflua, che nasce dalle stesse cose e che dà un’impronta di necessità all’espressione del racconto, al suo narrarsi dal profondo, al suo essere voce di memoria e di personale esperienza.

Ma il dialetto, anche, imprime alla scrittura un tono di “coralità”, perché dietro alle parole lascia intendere la vicenda di un’intera generazione (la sua) e di una realtà sociale che ha faticato non poco a pervenire ad una piena identità. Le note, poi, che inserisce di pagina in pagina, recuperano un patrimonio di conoscenze che altrimenti sarebbe destinato a perdersi (e che forse si è già perduto nella consapevolezza dei giovani), arrecando altri pregi al suo lavoro, il quale va preso così, nella sua interezza.

Capisco le perplessità che taluno potrebbe avanzare in ordine ad alcuni passaggi della narrazione. Ma le opere d’arte vanno giudicate solo sul piano… dell’arte; non dunque su quello della morale o della politica, o della fede. Le suggerisco, quindi, di non “tagliare” nulla e di lasciare tutto com’è.

Anche il titolo ha la sua suggestione, e si capisce presto che Nigghje è lei, e – attraverso lei – il suo “mondo”, del quale riesce a tracciare un affresco storico-sociale assai potente, dalle salde nervature e dalle forti valenze documentali.

Certo che il suo paese (la sua gente, la sua stessa generazione) le debba molto, per quel che lei restituisce oggi e consegna agli uomini di domani. Ho piacere d’averla incontrata e dell’opportunità che mi ha fornito di leggere in anteprima il suo romanzo, al quale auguro ogni buona fortuna.

Una cordialissima stretta di mano.

Vito Moretti

 

 

GENNARO AQUILANO nasce a Lesina (Fg) il 13 gennaio 1957, in una famiglia di pescatori. Vive ad Apricena (Fg) dove insegna Educazione Fisica nella Scuola Secondaria Superiore. Questa è la sua opera d’esordio.

 

 

 

 

 

 

 

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Aggiornamento:03 febbr. 2011

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